By | 22 giugno 2018

Il frigorifero professionale è forse l’attrezzatura che lavora ogni ora e ogni giorno delll’anno, anche quando il locale è chiuso: come scegliere un armadio frigo per consumare meno e rendere il lavoro efficiente.

Scelta del frigorifero professionale

Gli armadi frigo per cucine professionali hanno un valore inestimabile, non solo in termini di costi, bensì per preservare e conservare gli alimenti. Un frigorifero professionale assorbe il 40% dei consumi, in quanto, essendo sempre accesi, sono gli elettrodomestici  che consumano di più. I ristoratori, molto spesso, preferiscono investire nella cucina professionale spendendo di più nei fuochi, negli accessori e nei forni. Tuti ottimi investimenti, perché il personale deve essere agevolato per effettuare la loro mansione al meglio, ma non badano agli armadi frigo, né ai banchi frigo professionali.

Di solito, scelgono quelli meno costosi, basta adempiere alle norme in fatto di etichetta energetica e si affidano ai cuochi e al personale della brigata di cucina, i quali dovranno controllare le temperature ed effettuare le operazioni di igiene. Invece, investendo in questi armadi frigo possenti, si possono addirittura guadagnare dei soldi. Come? E’ semplice: risparmiando energia elettrica in bolletta. Diventa necessario scegliere delle apparecchiature che diano sicurezza e massima affidabilità, rispettando l’ambiente e conservando gli alimenti a una temperatura costante e uniforme.

Gas impiegati nei frigo professionali

Il frigorifero professionale è l’unica attrezzatura che lavora 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno. Si stima che, usando le apparecchiature di ultima generazione, si possano risparmiare 820 Euro all’anno per il freezer e 400 Euro all’anno per il frigorifero, ovviamente scegliendo la classe energetica più a basso impatto ambientale ed efficienza. Gli armadi frigo non sono tutti uguali, perché esistono sostanziali differenze di progettazione, materiali, produzione e persino trasporto e riciclaggio, oltre ai consumi sia di elettricità, sia di gas per il circuito refrigerante e le schiume espanse (quelle per rendere le pareti dell’apparecchio ben isolate.

A questo proposito, fino all’entrata in vigore dei Protocolli di Montreal e di Kyoto, si impiegavano gas come i clorofluorocarburi, ovvero quelli con la sigla CFC e gli hidroclorofluorocarburi (HCFC) ritenuti diretti responsabili dell’assottigliamento dello strato di ozono. Per risolvere il problema si impiegano gli HFC, ovvero gli  idrofluorocarburi.

Essi riducono a zero il valore di degrado della fascia di ozono, ma i frigoriferi di ultima generazione impiegati in ambito professionali impiegano dei gas naturali come ciclopentano e propano. Anch’essi non producono l’effetto serra e inoltre risultano meno aggressivi sui componenti dell’apparecchio. Il compressore quindi dura di più, i costi di manutenzione sono minori e, soprattutto, il ristoratore avrà un notevole risparmio economico.

Scegliere armadio frigo, attenzione a isolamento

Un buon sistema di isolamento significa consumi minori. Caratteristica fondamentale allo scopo di limitare la dispersione energetica e soprattutto garantire prestazioni alte e all’avanguardia: gli armadi frigo alimentati a ciclopentano hanno anche un sistema anti dispersione termica, mantenendo quindi la temperatura interna costante e non affaticando il compressore.

Confrontando i dati, l’isolamento tradizionale perde il 18% della sua efficienza dopo solamente due mesi. Inoltre, essendo un gas naturale, il ciclopentano permette una maggiore facilità di smaltimento. Ovviamente, questo non significa che il frigorifero, a fine vita, debba essere abbandonato a se stesso per strada. Bisogna seguire le regole comunali in fatto di rifiuti ingombranti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *