By | 31 Ottobre 2022
edificio

I carichi strutturali sono delle forze che in ambito ingegneristico definiscono le sollecitazioni a cui sono sottoposte le strutture per capire già dalla fase progettuale come intervenire su qualunque tipo di problematica e non rischiare l’insorgere di difficoltà tecniche nella realizzazione di un’opera.

Le sollecitazioni, e quindi le forze, che intervengono sulle strutture possono essere sia di natura interna che esterna e possono agire su più punti della struttura o concentrarsi in un unico punto. A seconda dei casi si può parlare, ulteriormente, di carichi distribuiti o carichi concentrati.

Inoltre, un carico può essere temporaneo, ossia può modificare la sua forza nel corso del tempo e quindi cambiare sollecitazione o punto di sollecitazione su una determinata struttura rispetto a quella esercitata in precedenza.

Si parla di carichi permanenti se, invece, se le sollecitazioni a cui è esposta una struttura sono immodificabili e perciò tecnicamente vengono definiti carichi strutturali. Nell’ambito dei carichi permanenti, comunque, ci sono anche carichi che non dipendono dal peso delle strutture e quindi non possono chiamarsi strutturali. Questi carichi sono tutti quegli elementi non portanti di una struttura, come pavimenti, impianti ecc.

Infine, ci sono carichi, definibili accidentali, che dipendono da sollecitazioni esterne a una struttura come possono essere calamità ed agenti atmosferici e che hanno natura temporanea, e carichi sempre accidentali che sono dovuti a fattori interni ma temporanei, come un affollamento di un edificio pubblico per un concerto, una partita di calcio, un locale commerciale quando ci sono i saldi o arriva il weekend e c’è più gente nei negozi rispetto ai giorni infrasettimanali ecc.

Ovviamente se si parla di sollecitazioni esterne come calamità naturali, le sollecitazioni a cui può essere sottoposta la struttura vengono calcolate sulla base di valori di riferimento che rendono quella struttura idonea allo scopo e in grado di sostenere quei carichi. In questo senso, se si parla di terremoti, per esempio, tutte le strutture in Italia, che è un Paese a rischio idro-geologico, secondo la normativa vigente devono essere costruite con determinati materiali e solo in determinati siti geografici.

Come si calcolano dunque i carichi strutturali?

Grazie a delle precise formule matematiche e fisiche, elaborate di questi tempi da software appositi come archicad nell’ambito della progettazione architettonica, si possono calcolare tutti i carichi strutturali permanenti, perché sono appunto quelli a cui una struttura è certamente esposta.

A questo punto si fa una valutazione dei materiali da utilizzare per la costruzione e del loro peso e della loro densità in relazione alle variabili e alle sollecitazioni e si viene a conoscenza di quelli che possiamo definire carichi di progetto (FD).

Per fare un esempio concreto, per calcolare il carico a cui viene esposto un pavimento bisogna capire se si tratta di un pavimento domestico o di un esercizio commerciale e definire il materiale da usare in base alla metratura, al peso, alle persone che in linea di massima calcheranno quella pavimentazione.

La normativa, infatti, disciplina diversamente i carichi permanenti delle abitazioni da quelli degli edifici pubblici, come ristoranti, hotel, cinema, ospedali, negozi e strutture adibite al commercio, per ovvi motivi.

Il rapporto per le attività commerciali, infatti, è circa 400kg/mq a differenza della destinazione abitativa che in caso di affollamento è stimata a circa 200kg/mq.

Se vuoi imparare a calcolare i carichi strutturali e a lavorare con precisione usufruendo di uno dei migliori applicativi per la progettazione architettonica, la soluzione per te è il corso professionale archicad. Grazie a questo percorso formativo, infatti, acquisirai tutti gli strumenti per lavorare a progetti sempre più precisi e perciò meno dispendiosi da tutti i punti di vista.

Curiosità sui carichi

Considerando che il nostro è un Paese a rischio sismico, come precedentemente detto, oggi chi progetta edifici deve comunque valutare anche tutti quei carichi ritenuti non strutturali e che sono gli elementi non portanti di una struttura, ma che possono incidere sulla sicurezza. Se si dovesse verificare un terremoto, un cornicione che cade, per esempio, è un fattore di rischio per le persone che potrebbero trovarsi in prossimità di quel cornicione.

Infatti, l’agibilità di un edificio, mentre prima del terremoto dell’80 era calcolata solo su elementi strutturali, dopo si è cominciata a valutare anche in base ai carichi non strutturali e quindi all’usura di strutture non portanti.

Anche questo tipo di carico può essere calcolato in maniera approssimativa, nel senso che la sicurezza in questo caso dipende anche dalla manutenzione che si esercita sulle strutture secondarie nel tempo.