By | 13 maggio 2018

Nelle nostre case abbiamo un elemento che ha avuto notevoli evoluzioni nel tempo: la caldaia. Questo apparecchio funzionante con il gas, con la sua combustione ci consente di avere acqua calda praticamente all’istante solo quando serve e permette altresì’ di riscaldare l’ambiente attraverso l’impianto idraulico dei termosifoni.

Per funzionare bene, però, ha bisogno di una manutenzione periodica, annuale, quindi una revisione della caldaia: l’hai fatta? Questa revisione è obbligatoria per legge perché una caldaia sporca e non regolata perfettamente provoca l’emissione di più fumi incrementando l’inquinamento dell’atmosfera ma anche, bruciando il gas in maniera non ottimale, riduce il rendimento, quindi per ottenere lo stesso livello termico aumentano i consumi.

Da questo si comprende come l’obbligo di legge di una revisione annuale rappresenti anche un vantaggio per te, potendo con la regolazione al massimo del rendimento, diminuire il costo della bolletta del gas. La revisione annuale della caldaia si può suddividere in due azioni:

  • La pulizia
  • Il controllo/analisi dei fumi emessi

Ogni impianto di riscaldamento autonomo tramite caldaia a gas o anche solo impianto di produzione di acqua calda, in pratica in ogni situazione in cui si utilizzi una caldaia a gas, deve obbligatoriamente assere accoppiato ad un “libretto di impianto”, un libretto fisico su cui vengono annotati tutti gli interventi manutentivi, il rilievo dei fumi, gli interventi di riparazione eventuali, in pratica la storia della caldaia. Il libretto di impianto, obbligatorio dal 2014, viene compilato la prima volta dall’installatore della caldaia stessa che provvede anche al primo avviamento, oppure, in caso di caldaia preesistente, dal tecnico che viene fatto intervenire per attuare la revisione.

Chi fa la manutenzione della caldaia?

Il libretto di impianto è conservato a cura del proprietario o utilizzatore dell’impianto nel caso si tratti di persone diverse, come l’inquilino che ha in affitto il locale con il relativo impianto. Questi deve esibire il libretto di impianto al tecnico ogni qual volta si realizzi un intervento di manutenzione o di riparazione sull’impianto in modo che resti traccia di ogni intervento realizzato. La responsabilità dell’esecuzione della manutenzione annuale della caldaia è in carico al proprietario dell’impianto o, in caso di impianto condominiale, dell’amministratore ma gli interventi non possono essere condotti in proprio ma soltanto tecnici ufficialmente abilitati possono mettere le mani sulla caldaia per interventi di pulizia, manutenzione, analisi di fumi con apparecchi tarati e certificati appositamente. Lo stesso tecnico che interviene può anche prescrivere interventi a cadenza più ravvicinata in alcuni casi particolari nei quali ravvisi questa necessità motivata.

Il costo della manutenzione periodica è abbastanza contenuto, tra 60 e 80 Euro con variazioni stagionali: se si provvede alla manutenzione nei mesi estivi il costo normalmente è inferiore, si risparmia ma se si deve provvedere anche al rilievo dei fumi la somma supera i 100 euro. Poiché parliamo di interventi per i quali la Legge stabilisce un obbligo, a questo sono legate anche sanzioni in caso di inosservanza, sanzioni che possono arrivare anche ad alcune centinaia di Euro nei casi in cui la mancata revisione posso costituire rischio per la sicurezza dello stabile.

Parliamo di gas e con questo non si scherza, una perdita anche piccola può rappresentare un grave pericolo non solo per il proprietario dell’impianto mentre una cattiva combustione o una non perfetta pervietà dello scarico potrebbe provocare un riversamento di monossido di carbonio nell’appartamento, un gas inodore che è spesso causa di morte di molte persone ogni anno che perdono la vita senza nemmeno accorgersi del pericolo che deriva dalla presenza di questo gas. Dunque, a parte gli obblighi di legge, è tuo primario interesse provvedere alla manutenzione della caldaia.

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