By | 18 Marzo 2019
Prestiti personali

I prestiti personali per molti rappresentano un’ottima opportunità da non sottovalutare. Tra l’altro le ultime prospettive sono importanti, perché affermano che sta calando il loro costo. È questo che emerge da un’analisi Prestitimag.it, che mette in evidenza come i tassi dei finanziamenti personali stiano scendendo. Sembrerebbe molto strano, anche perché il tutto sarebbe in controtendenza con il fatto che l’offerta da parte delle banche è in aumento. Gli esperti si interrogano per il futuro e cercano di capire se questo andamento possa continuare nel tempo.

I dati a disposizione

Secondo ciò che ha rilevato Prestitimag.it (https://prestitimag.it), blog leader sui prestiti personali, il TAEG, il tasso annuo effettivo globale, rispetto al 2018 è sceso dal 9,6% all’8,85%, facendo riferimento ad un prestito di 5.000 euro con rimborso in 2 anni. Si è passati invece dall’8,7% all’8,14% nel caso di un prestito più sostanzioso, come per esempio un finanziamento da 15.000 euro che dovrebbe essere rimborsato in 6 anni.

Dall’analisi emerge che in particolare hanno abbassato i tassi due fra gli istituti di credito più importanti nel nostro Paese, Intesa Sanpaolo e Unicredit. In particolare per quanto riguarda Unicredit, questa banca risulterebbe più cara allo sportello, ma il TAEG scende molto se ci riferiamo ai prestiti che vengono sottoscritti online.

C’è anche chi ha ritoccato un po’ i prezzi verso l’alto, anche se i loro tassi continuano ad essere convenienti: si tratta di BNL, Poste Italiane e le finanziarie Findomestic e Carrefour Banca.

Per quanto concerne l’assicurazione, possiamo dire che se il titolare del prestito decide di sottoscriverla, le spese tendono a salire. In generale quindi l’assicurazione non è diminuita nel suo costo, però risulta essere facoltativa.

Le motivazioni del calo dei prestiti

L’analisi adesso verte sul cercare di capire le ragioni per le quali i tassi dei prestiti sono scesi in questo modo. Una spiegazione è stata data dal vicedirettore generale dell’ABI, il quale ha specificato che una motivazione fondamentale è costituita dalla maggiore concorrenza.

Inoltre ad influire anche sul calo dei tassi dei finanziamenti sarebbe il fatto che la liquidità disponibile nelle banche è aumentata. Quest’ultimo fenomeno si è avuto per l’aumento dei depositi e per le risorse della BCE che ancora sono nelle casse delle banche.

Ultimamente la percentuale della raccolta di fondi che derivano da conti correnti e certificati di deposito è aumentata del 2,4%. Le banche italiane deterrebbero inoltre ancora 240 miliardi di finanziamenti che sono arrivati da parte della Banca Centrale Europea.

Intanto arriva una novità anche per quanto riguarda l’analisi delle ragioni che stanno alla base delle richieste dei prestiti da parte degli utenti. Dalle ultime rilevazioni è emerso che ci sono più richieste per le cure mediche, che dal 3,7% sono passate al 5%.

Inoltre salgono anche le richieste di finanziamenti per consolidare i debiti. Su quest’ultimo punto si è avuto un aumento della percentuale, che dal 9,5% è passata al 13%.

Non sembra invece prendere uno slancio adeguato la pratica della cessione del quinto. Proprio per questo le banche e le finanziarie hanno cominciato a studiare delle formule innovative, per cercare di ripensare questo modello e per renderlo più competitivo.

Il problema nella cessione del quinto riguarda soprattutto il tasso medio, che è più alto di quello previsto dai prestiti personali, soprattutto quando i finanziamenti riguardano importi piuttosto elevati. Tutto dipenderà anche da ciò che stabilirà il regolamento europeo a proposito di questo modello di finanziamento.

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